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25/07/2006

La pittura di Giancarlo Stella agli Zavatteri

Venerdì 28 luglio, alle 18.30, al Salone degli Zavatteri (piano terreno della Basilica Palladiana), si inaugura una retrospettiva del pittore asiaghese Giancarlo Stella, dal titolo "Mosso dal vento. Opere dal 1964 al 2006". La mostra, promossa dall'Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Vicenza, resterà aperta fino al 10 settembre, dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 19 (ingresso libero). Informazioni ai numeri 0444 222114, 222101; e-mail: uffmostre@comune.vicenza.it.

Giancarlo Stella nasce a Bergamo nel 1942, ma da molti anni abita e svolge la sua attività ad Asiago. Ha iniziato ad esporre nel 1964, ottenendo prestigiosi premi e riconoscimenti. Ha all'attivo numerose mostre personali in sedi pubbliche e private in Italia e all'estero. Stella impara da autodidatta l'arte del dipingere; le sue prime opere sono disegni a carboncino in cui si esprime con tratti irruenti, raffigurando volti addolorati e corpi sofferenti come quello del Cristo. Diverse le nature morte, con vasi di fiori dalle cromie accese, pur trattenute in un clima interiore, carico di lirismo. Come afferma Daniele Astrologo Abadal, curatore del catalogo, "si percepisce una certa solitudine dettata dall'isolamento dei fiori, dal loro inserimento in uno spazio indefinito, per certi versi spaesante, Quindi se i ritratti a carboncino incarnano il dramma dell'esistenza, i fiori comunicano l'intenso e sottile senso della vita."
Verso i primi anni Settanta ha inizio la serie degli alberi, il filone tematico che segna gran parte del percorso creativo dell'artista e che lo accompagna tuttora. La pittura di Stella tende a trasfigurare il soggetto e infondervi nuovi contenuti. Nella sua pittura, fluida ed espressiva, azione e rappresentazione confluiscono nello stesso segno che partecipa alla vita delle forme arboree, fatte di sostanza duttile e flessibile, ma resistente alle intemperie. Stella si identifica nei suoi alberi che per lui simboleggiano l'individuo e la famiglia, partecipa alla loro vita osteggiata dalla natura. "L'albero, per quanto isolato", prosegue Astrologo, "affonda le radici in una terra che è quella dell'altopiano di Asiago: per l'artista un luogo esistenziale nel senso più profondo. La stessa percezione della realtà si è sensibilizzata alla varietà dei suoi verdi, alla profondità dei cieli, all'orografia della terra a mezza strada tra l'altezza delle montagne e il profilo lineare della pianura."

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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