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07/12/2005

All'Astra venerdì 9 dicembre il Teatro del Lemming (biglietti esauriti)

Si inaugura venerdì 9 dicembre "Fragole [fuori stagione]", il percorso di teatro contemporaneo che è la novità nel programma 2005/2006 della stagione di prosa al Teatro Astra di Vicenza, promossa dal Comune di Vicenza in collaborazione con La Piccionaia-I Carrara teatro stabile d'innovazione, circuito Arteven e associazione culturale Theama Teatro. E si apre con un evento speciale, fuori abbonamento: tre repliche in tre turni (ore 19 - 20.30 - 22.15) di "A porte chiuse", il nuovo lavoro del Teatro del Lemming sull'Inferno dantesco, ripensato come attraversamento della condizione esistenziale umana, partendo dalla rilettura di "Huis Clos" di Jean Paul Sartre. Lo spettacolo, che è già esaurito in prevendita, sarà preceduto, alle ore 16, da un incontro con il regista Massimo Munaro al Laboratorio Giovani Artisti italiani (Contrà Barche 55, di fronte al Teatro Astra). Condurrà la conversazione il critico teatrale Jacopo Bulgarini D'Elci.

Dopo la "Tetralogia" dedicata al mito greco, che prevedeva il coinvolgimento diretto e sensoriale del singolo spettatore partecipante, e dopo la lunga gestazione di "Inferno - i trentaquattro canti", questo nuovo lavoro del Lemming è pensato come prima tappa di una trilogia che il gruppo intende realizzare attorno alla Cantica dantesca.
Prendendo come riferimento il pensiero esistenzialista francese, "A porte chiuse" rilegge il percorso dantesco come possibile attraversamento della condizione esistenziale umana. Il lavoro della compagnia rodigina prende come oggetto d'indagine un testo teatrale: "Huis Clos - Porta Chiusa" di Jean Paul Sartre e ne reinventa la lettera.
I tre personaggi sartriani - un uomo e due donne, impersonati da Giuseppe Garsino, Ines Serrano e Stella Rigolti - sono letteralmente esplosi in un'identità frammentata e complessa. Alla scena fissa immaginata da Sartre, segue qui invece un succedersi di quattro ambienti: la sala teatrale, una cucina, una piccolissima camera da letto, lo spazio aperto del teatro davanti ad una strada. E questo percorso restituisce l'immagine dello sprofondare in una dimensione infera e soffocante, che è uguale alla vita quotidiana. Lo spettatore è drammaturgicamente pensato come l'unico essere vivo in questo spazio di morti. È quasi un "invisibile visitatore". Ma la sua presenza finisce per essere sempre più gravida di responsabilità e il teatro sembra volersi proiettare direttamente nella vita degli spettatori coinvolti.
Così avviene il rovesciamento nel teatro: se "l'Inferno sono gli Altri" - direbbe Sartre -, accade però che gli Altri diventano anche l'unica via di accesso ad un qualunque possibile immaginato paradiso.

Informazioni per il pubblico: tel. 0444 323725 - astra@piccionaia.org - www.piccionaia.it

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