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15/11/2005

Due giorni di studio per i 150 anni del museo naturalistico archeologico di Vicenza

Due giorni di studio per i 150 anni del museo naturalistico archeologico di Vicenza

150 anni fa, nell'agosto del 1855, veniva solennemente inaugurato il Civico Museo di Vicenza nel prestigioso palazzo palladiano della famiglia Chiericati, restaurato per la circostanza dall'architetto Giovanni Miglioranza. In quell'occasione venivano esposte nella sede le collezioni di pittura, scultura, grafica e numismatica - tuttora conservate a Palazzo Chiericati -, oltre alle collezioni naturalistiche e archeologiche, queste ultime trasferite ai chiostri di Santa Corona a partire dal 1991.

La Pinacoteca civica ha celebrato l'importante anniversario nello scorso mese di ottobre con la presentazione del terzo volume del Catalogo scientifico generale delle opere pittoriche e scultoree, mentre il Museo Naturalistico Archeologico ricorda l'evento venerdì 18 e sabato 19 novembre, con un convegno dedicato alla storia e all'attività dell'istituzione museale.

Il programma dell'incontro è articolato in due sezioni. La prima è dedicata ad approfondire le interessanti figure di naturalisti e di archeologi che già alla fine del Settecento e nella prima metà dell'Ottocento si sono dedicati con impegno e professionalità allo studio del territorio vicentino e alla formazione dei primi nuclei di collezioni da destinare alla istituzione del Museo. Tra questi, il Miglioranza e i suoi scavi nell'area del Teatro romano di Berga, il collezionista Arnaldo Tornieri e Girolamo Egidio di Velo, che impegnò gran parte del suo patrimonio per scavare le Terme di Caracalla a Roma e destinare il materiale rinvenuto all'allestimento della sezione archeologica del Museo di Vicenza.

Altrettanta importanza, se non maggiore, ebbero i naturalisti, in particolare botanici e geologi, i cui studi e le cui collezioni esposte nel Museo vicentino furono oggetto di interesse da parte di studiosi provenienti anche dall'estero. Significative, a questo proposito, le figure di Giovanni Arduino e Alberto Fortis, ma la prima grossa collezione acquisita dal Comune nel 1839 per destinarla al futuro Museo fu quella di Francesco Orazio Scortegagna. L'esempio di quest'ultimo fu poi seguito da altri importanti personaggi: Paolo Lioy, Francesco Disconzi, Luigi Gardinale ed altri ancora.

Nella prima giornata di lavori verranno inoltre ricordate le tappe che hanno portato all'allestimento della sezione preistorica a Palazzo Chiericati, ad opera del conte Alvise da Schio e di Carlo Ghellini negli anni Cinquanta del secolo scorso, fino alle lunghe vicende che si sono concluse con il riallestimento del Museo Naturalistico Archeologico nell'attuale sede dei chiostri di Santa Corona, agli inizi degli anni Novanta.

L'impegno scientifico e culturale e la spinta ideale e propositiva degli illustri personaggi citati meritano di essere ricordati, non solo in senso commemorativo, ma anche come testimonianza di un impegno ancora oggi necessario per tenere in vita e far crescere il Museo. Per questo motivo, all'analisi storica sulla genesi e sullo sviluppo del Museo si è pensato di aggiungere uno spazio dedicato all'illustrazione delle attuali attività di ricerca, in modo particolare a quelle che portano ad un incremento delle collezioni.

La seconda parte del programma è dedicata alla presentazione delle attività di ricerca, di editoria scientifica e di didattica che il Museo ha svolto negli anni passati o sta svolgendo, avvalendosi di collaboratori esterni o in sinergia con istituti universitari.

Il panorama degli interventi sarà concluso dalla presentazione del progetto dell'architetto Nicola Di Battista per l'ampliamento e la sistemazione del Museo all'interno del più vasto studio di ripristino, recupero e riqualificazione dell'intera area compresa fra contrà Canove Vecchie e contrà Santa Corona.

Programma e relatori
Venerdì 18 novembre, i lavori si aprono alle 9, con il saluto delle autorità e gli interventi della direttrice Maria Elisa Avagnina e dell'ex direttore Fernando Rigon. Le collezioni archeologiche saranno illustrate da Renato Zironda, Elodia Bianchin Citton, Marisa Rigoni e Armando Bernardelli, esperti e funzionari delle Soprintendenze.
Protagoniste del pomeriggio di venerdì saranno le collezioni naturalistiche, con gli interventi di Giuseppe Busnardo, Silvano Biondi, Paolo Mietto e Antonio Dal Lago, conservatore del museo.
La mattina di sabato 19 novembre sarà dedicata ai temi dell'incremento delle collezioni, della ricerca scientifica e dell'attività didattica del museo, con i contributi di Alessandra Aspes, Renato Gerdol, Sandro Pignatti, Filippo Prosser, Silvio Scortegagna, Alberto Broglio, Claudio Beschin, Simonetta Pichi, Nicola Di Battista e Michele Lanzinger.

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