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04/01/2005

Concerto dell'Epifania

A S. Corona per "Dolce Natale"

Concerto dell'Epifania al tempio di S. Corona

Il fitto programma concertistico inserito nel programma di "Dolce Natale a Vicenza" giunge giovedì 6 a uno dei suoi ultimi appuntamenti. Il Tempio di Santa Corona ospita infatti il Concerto dell'Epifania, promosso dalla Circoscrizione n. 1 del Comune di Vicenza e ideato dal mecenate culturale Riccardo Orsato in collaborazione con Regione del Veneto, Banca Popolare di Vicenza e Il Giornale di Vicenza, Protagonisti della serata (ingresso libero, inizio alle 21), l'Orchestra da camera "Lorenzo Da Ponte" (compagine che raggruppa musicisti provenienti dall'area mitteleuropea), diretta da Roberto Zarpellon, fra i più apprezzati direttori e musicologi della scena nazionale. Al loro fianco le soliste Ursula Silvestri (soprano) e Anna Kravtchenko (pianoforte). In scaletta l'Ouverture Le Ebridi, La grotta di Fingal di Felix Mendelssohn Bartoldy, i Quattro ultimi lieder di Richard Strauss, quindi l'Ouverture op. 84 in fa min. Egmont e il Concerto op. 37, n. 3 in do min. per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven.

Esempio più illustre di quelle pitture marine care al Mendelssohn sinfonista, la pagina con cui si aprirà la serata fu composta tra il 1829 e il 1833 e denota un'orchestrazione sottilmente modulata nel colore, nonché una costruzione assai elaborata per quanto chiarissima. A poco più di un secolo dopo risale la scrittura dei Quattro ultimi Lieder di Strauss, eseguiti il 22 maggio 1950, a pochi mesi dalla morte del compositore bavarese. Ispirati a liriche di Eichendorff (Im Abendrot) e Herman Hesse (Frühling, September e Beim Schlafengehen), rivelano una perfetta consonanza stilistica ed espressiva in cui si fondono la tradizione del Lied romantico e quella del sinfonismo tardo-ottocentesco. In questa prima parte il pubblico avrà modo di apprezzare la voce di Ursula Silvestri, soprano attiva in un repertorio che spazia dai mottetti di Palestrina fino alla produzione liturgica di Mozart, Haendel e Rossini.
Tutta beethoveniana, come detto, la seconda parte del programma: l'Ouverture Egmont, composta per l'omonima opera di Goethe tra il 1809 e il 1810, è considerata fra i caposaldi della religione della liberta e del vitalismo beethoveniano. Con il Concerto n. 3 il musicista tedesco afferma per la prima volta in modo evidente la propria concezione sinfonica del concerto solistico. Completata intorno al 1802, la composizione ha incontrato sin dagli inizi un successo considerevole che ne ha fatto per tutto l'Ottocento il concerto pianistico beethoveniano più eseguito. In questa pagina, a fianco dell'orchestra, si cimenterà l'ucraina Anna Kravtchenko, vincitrice del premio Busoni nel 1992, collaboratrice di importanti formazioni musicali quali la BBC Orchestra, l'Orchestra Sinfonica della Rai e la Royal Philarmonic Orchestra.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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