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13/05/2014

Vicenza Jazz, concerti del 14 maggio

Uri Caine

Mentre tutta la città di Vicenza vive in pieno clima festivaliero, come si nota dalle numerose vetrine allestite in tema jazzistico con strumenti e cimeli musicali vari, la diciannovesima edizione del festival New Conversations – Vicenza Jazz prosegue il suo cammino. Mercoledì 14 maggio, tra Teatro Olimpico e Bar Borsa, sono in programma ben tre concerti, oltre al contorno di live distribuiti tra numerosi locali cittadini.

All’Olimpico (inizio ore 21) si succederanno due duetti particolarmente stimolanti. In apertura un inedito incontro tra la fisarmonica e il pianoforte di Antonello Salis e la poesia di Jack Hirschman: nel loro “The Twin Towers” si affrontano uno spirito libero del jazz e uno altrettanto libero della versificazione linguistica. A seguire sul palco dell’Olimpico saliranno Uri Caine (pianoforte) e Han Bennink (batteria): nel loro progetto “Sonic Boom” (raramente eseguito in Italia) trovano un perfetto equilibrio l’ironica visione del pianista statunitense e l’irrefrenabile istrionismo del batterista olandese.

Il Borsa (ingresso gratuito, con inizio alle ore 22) ospiterà un quartetto che avrà come solista il giovanissimo e portentoso sassofonista Mattia Cigalini. La ritmica vede all’opera due colonne del jazz veneto come Paolo Birro (pianoforte) e Lorenzo Conte (contrabbasso), oltre a Nicola Angelucci alla batteria.

Il festival New Conversations – Vicenza Jazz 2014 è organizzato dal Comune di Vicenza e dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, in coproduzione con Aim Vicenza e Trivellato Mercedes Benz, quindi con il contributo del Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo, nonché il sostegno di vari importanti sponsor privati.
Dinamiche che salgono e scendono come onde d’un mare in tempesta, ballad improvvisamente squarciate dal tuonare delle percussioni: con Uri Caine e Han Bennink la libera improvvisazione diventa un coinvolgente e teatrale gioco delle parti: intenso, imprevedibile e anche scherzoso. Il loro “Sonic Boom” è già documentato su disco (su etichetta 816 Music) ma sentirli dal vivo è un avvenimento abbastanza raro.
Uri Caine(Filadelfia, 1956) è uno dei jazzisti più enciclopedici che sia dato ascoltare: la vastità dei suoi interessi si riflette nelle numerose direzioni verso cui ha indirizzato la propria scrittura musicale, le formazioni da lui stesso guidate, le collaborazioni con altri musicisti (dei più diversi: Don Byron, Dave Douglas, John Zorn, Terry Gibbs, Clark Terry, Paolo Fresu…).
Pianista sopraffino quando si tratta di suonare jazz senza fronzoli, Uri Caine ha però raggiunto la più ampia popolarità soprattutto per la sua fervida immaginazione come compositore e creatore di gruppi e progetti musicali. In essi Caine riversa la sua poliedrica ispirazione, la versatilità di un musicista aperto a tutti gli stimoli, pronto a cimentarsi con i ritmi più moderni (col suo trio Bedrock) come con la tradizione ebraica, oppure a rimettere mano sulla storia della musica europea, riscrivendone e rivoluzionandone le pagine più rappresentative: Mahler, Bach, Schumann, Beethoven, Verdi... Alla fama di Caine ha inoltre contribuito la sua posizione preminente all’interno della costellazione della musica creativa statunitense. Ma ciò non esclude che Caine si faccia ascoltare anche in veste di interprete mainstream, nel quale ruolo dimostra appieno la sua notevole abilità pianistica.
In qualunque casella estetica lo si voglia infilare, fatto sta che dagli anni Novanta in qua Caine è tra i musicisti che hanno maggiormente ridefinito il vocabolario jazzistico, portandolo a confronto con il polistilismo tipico delle avventure estetiche postmoderne.
Nominando Han Bennink (classe 1942) si pensa subito a uno dei batteristi più iconoclasti, pittoreschi e imprevedibili. La sua incontenibile fantasia applicata al free dona alla musica completamente improvvisata una forte valenza narrativa. Ma non va dimenticato che il batterista olandese ha dato prove di magistrale virtuosismo a 360° in campo jazzistico, dal dixieland allo swing al mainstream moderno (anche con Dexter Gordon e Sonny Rollins). Rimane comunque il paladino della fervida avanguardia olandese e del jazz progressista in generale (assieme a Eric Dolphy, Steve Lacy, Don Cherry, Misha Mengelberg, il Clusone Trio…).
Liberi accostamenti di poesia esoterica e mistica e di musica che a sua volta dilata i confini della percezione estetica: sono le Twin Towers” del fisarmonicista e pianista Antonello Salis assieme al poeta statunitense Jack Hirschman.
Nato in Sardegna nel 1950, Antonello Salis vanta una carriera quarantennale che lo ha portato ai vertici del jazz più aperto alla sperimentazione, permettendogli di collaborare con mostri sacri come Don Cherry, Cecil Taylor, Lester Bowie e l’Art Ensemble of Chicago, Han Bennink, Evan Parker, Michel Portal, Billy Cobham, Pat Metheny. Tra le sue più ammirate collaborazioni italiane, spiccano quelle con Enrico Rava, Paolo Fresu, Massimo Urbani, Gianluca Petrella, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso. La poliedrica musicalità di Salis ha dato ottimi frutti anche nell’ambito della musica leggera, per il teatro, il cinema e la danza. Tra le sue collaborazioni non jazzistiche, risaltano quelle con Pino Daniele, Teresa De Sio, Ornella Vanoni e Vinicio Capossela.

Jack Hirschman (nato nel 1933 a New York) dal 1961 al 1966 è stato professore di inglese alla UCLA di Los Angeles, dalla quale venne licenziato in seguito alle proteste contro la guerra in Vietnam. Da allora si è dedicato interamente alla scrittura (anche come traduttore) e alla pittura.

Attratto dalla cabalistica e dal marxismo, è stato assai vicino ai principali esponenti della beat generation, stringendo amicizie particolarmente forti con Allen Ginsberg, Gregory Corso, Bob Kaufman e Martin Matz. Il suo attivismo politico e culturale lo allontana progressivamente da questa cerchia letteraria, avvicinandolo invece ai movimenti radicali (anche quelli afro-americani, come il Black Panther Party) e a poeti come Amiri Baraka.

Ha pubblicato oltre un centinaio di libri, tra poesie e traduzioni. La sua opera più elaborata sono gli Arcanes, lunghi poemi (sono oltre 120) composti a partire dal 1972 e rimasti a lungo inediti sino alla recente pubblicazione in un monumentale volume per opera della Multimedia Edizioni di Baronissi.

 

Il pianista Paolo Birro e il contrabbassista Lorenzo Conte suonano assieme da venticinque anni e per i jazzofili vicentini sono diventati ormai a tutti gli effetti dei punti di riferimento, dei ‘profeti in patria’. Nel corso della loro carriera hanno dato vita a importanti progetti musicali accompagnando e registrando con grandi musicisti come il sassofonista Lee Konitz e il batterista Eliot Zigmund. Questa volta affiancati da Nicola Angelucci alla batteria, incontrano un nuovo astro emergente del panorama jazz italiano, il giovanissimo Mattia Cigalini al sax alto.

Cigalini (nato nel 1989) è probabilmente la più stupefacente nuova rivelazione del jazz italiano: potenza di suono, fraseggio avviluppante, timbrica smaltata, espressività al calor bianco, una capacità comunicativa che si traduce, per chi l’ascolta, in un immediato rapimento dei sensi. Rispetto ai primi passi sulla scia della tradizione afro-americana, Cigalini ha poi deciso di andare oltre, aprendosi a sonorità e strutture più moderne.

 

 

Informazioni:

Assessorato alla Crescita – Ufficio Festival

Palazzo del Territorio, Levà degli Angeli, 11 Vicenza

Tel.: 0444 221541 – 0444 222101

Fax: 0444 222155

e-mail: vicenzajazz@tcvi.it

e-mail: vicenzajazz@comune.vicenza.it

web: www.vicenzajazz.org

 

Direzione artistica: Riccardo Brazzale

 

Ufficio Stampa: Daniele Cecchini
cell. 348 2350217 e-mail: dancecchini@hotmail.com

 

BIGLIETTI

Teatro Olimpico: Antonello Salis & Jack Hirschman / Uri Caine & Han Bennink

intero: 20 euro + d.p.

ridotto*: 15 euro + d.p

 

*ridotto valido per giovani fino ai 30 anni, over 65, associazioni culturali musicali, Touring Club Italiano, dipendenti Comune di Vicenza, dipendenti AIM

 

PREVENDITE

- biglietteria del Teatro Comunale aperta dal martedì al sabato dalle 15 alle 18:15.

La biglietteria risponde al telefono negli stessi giorni di apertura dalle 16 alle 18.

- on line: www.tcvi.it

- sportelli della Banca Popolare di Vicenza

Giorno dello spettacolo: alla biglietteria del teatro da un'ora prima dell'inizio del concerto (senza diritto di prevendita)

 

INGRESSO LIBERO

Bar Borsa

Laddove non diversamente specificato

 

 

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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