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06/05/2014

Confermato al Teatro Olimpico il concerto di Antonio Di Bella per Incontro sulla Tastiera

Martedì 6 maggio alle 21

In programma il prossimo martedì 6 maggio al Teatro Olimpico di Vicenza per Incontro sulla Tastiera uno degli appuntamenti più attesi e consolidati, che da molti anni caratterizza i cartelloni dell’Associazione: quello che, nella prestigiosa cornice del Teatro Olimpico, viene organizzato in collaborazione con l’Accademia musicale “Incontri col Maestro” di Imola, una realtà importante, fondata e diretta dal Maestro Franco Scala, e riconosciuta a livello mondiale come una delle migliori scuole preparatorie e di perfezionamento musicale, dalla quale escono ogni anno giovani brillanti promesse. Un appuntamento cui hanno preso parte negli anni, solo per citarne alcuni, nomi oggi celebri nel panorama pianistico internazionale, da Igor Roma ed Enrico Pace ad Alexander Romanovsky, Yoko Kikuchi e Giuseppe Albanese, Anna Kravchenko, Mariangela Vacatello, Alberto Nosé, Sophia Gulyak, Federico Colli e Alessandro Tardino.

In scena per questa edizione Lorenzo Di Bella, impostosi sulla scena internazionale nel 2005, quando vinse il Primo Premio e medaglia d’oro al concorso pianistico Horowitz di Kiev, cui seguì nel 2006, dal Presidente Ciampi, il Premio Sinopoli, in memoria del noto direttore d’orchestra scomparso nel 2001.

Il concerto si apre con lo Studio in Do min. op. 10 n. 12 di Chopin, meglio conosciuto con il titolo apocrifo “La caduta di Varsavia” che Chopin compose di getto a Stoccarda quando seppe del fallimento della Rivolta di Novembre. Lo Studio si presenta, fin dal principio, caratterizzato da un impetuoso scorrere della mano sinistra, che porta a creare un ambiente sonoro di forte pathos e drammaticità, su cui si inseriscono incisivi motti melodici della mano destra, prima di concludere con un lancinante unisono a due mani. A seguire la Ballata n. 1 in Sol min. op. 23, la prima delle sue quattro ballate per pianoforte solo, che provocò grande scalpore: fu proprio Chopin ad utilizzare per la prima volta il termine ‘ballata’ per composizioni musicali esclusivamente strumentali, con ciò interpretando forse il desiderio dei musicisti romantici di creare delle corrispondenze tra la musica e la poesia anche servendosi di intitolazioni comuni alle due arti. A concludere la prima parte gli Studi op.33 di Rachmaninov, caratterizzati da una grande difficoltà tecnica e da una forte profondità di sentimenti richiesti all’interprete. Lo scopo era quello di creare piccoli quadri musicali, essenzialmente “evocazioni musicali stimolate da immagini visive”, senza però voler forzatamente dichiarare il concetto evocato da ogni immagine. Lo stesso Rachmaninov ebbe a dire "Non credo troppo nell’artista che spiega troppo di sè… Lascio che siano le stesse immagini a parlare per se stesse”.

La seconda parte del concerto è totalmente dedicata a Liszt. Si inizia con la Ballata n°2 in Si minore, "Ero e Leandro", scritta nel periodo di Weimar, dallo stesso Liszt definito un momento di "raccoglimento e lavoro", dominato dalla presenza della principessa Carolyne von Sayn-Wittgenstein, donna colta e sensibile, cui l’artista sarà unito da comuni forti interessi intellettuali e spirituali. I due inseguirono, tra l’altro, insieme il sogno di creare a Weimar, un'arte di Stato libera dai meccanismi economici dello spettacolo, un polo culturale che facesse da richiamo ai migliori spiriti dell'arte europea, dando vita a quella musica dell'avvenire di cui già parlava Wagner e di cui anche Liszt aveva una sua ben precisa idea. E, in un crescendo di difficoltà, il concerto va verso la conclusione con la Dante Sonata, considerata a ragione uno dei brani più difficili del repertorio pianistico, e un brano tratto da “Gli anni di Pellegrinaggio” (dal “Secondo Anno”).

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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