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03/04/2014

Teatro Astra, venerdì 4 aprile “Treno fermo a – Katzelmacher”

Fassbinder diventa un musical neomelodico nel profondo Sud Italia con la compagnia vincitrice della Segnalazione Speciale al Premio Scenario 2013

Il Sud è un punto di vista. Lo sapevano gli emigranti italiani del primo dopoguerra che i tedeschi chiamavano in senso dispregiativo “Katzelmacher” (letteralmente “fabbricanti di gattini”), lo sapevano i meridionali italiani che approdavano al nord in cerca di lavoro, lo sanno i migranti di oggi che arrivano nel nostro paese. Un sud “relativo”, che il collettivo nO (Dance first. Think later) ricostruisce nel profondo sud italiano nello spettacolo “TRENO FERMO A - KATZELMACHER”, in scena venerdì 4 aprile (ore 21) al Teatro Astra di Vicenza all’interno della stagione teatrale “SIAMO UMANI 13-14”.

“SIAMO UMANI 13-14” è il progetto de La Piccionaia - I Carrara Teatro Stabile di Innovazione per il Comune di Vicenza con il sostegno di Ministero dei Beni Culturali, Regione del Veneto, Provincia di Vicenza, Circuito Teatrale Arteven e Askoll.

Lo spettacolo è valso alla compagnia, formatasi al Teatro Stabile di Genova e costituita da giovani provenienti da tutta Italia, una Segnalazione speciale al Premio Scenario 2013, il maggior riconoscimento italiano del teatro under 30.

Il lavoro si ispira alla pellicola “Katzelmacher” (1969) di Reiner Werner Fassbinder, una critica arguta e spietata della società tedesca incentrata sulle dinamiche xenofobe scatenate dall’arrivo di un immigrato greco in un gruppo di giovani borghesi dalla vita vuota e superficiale. Un tema, quello dell’intolleranza di fronte alla diversità, che gli ideatori dello spettacolo Dario Aita – noto al grande pubblico come attore della serie “Questo nostro amore” (RaiUno) – e Elena Gigliotti riprendono stravolgendo il registro freddo e distaccato del film di Fassbinder e catapultando i personaggi nei toni accesi di una sperduta periferia del profondo sud italiano, in un punto imprecisato della striscia di terra che collega Napoli alla Sicilia. Un luogo senza nome, attraversato periodicamente da un treno che passa senza però fermarsi, “metafora – come recita la motivazione della Segnalazione al Premio Scenario – di un’attesa consumata fra indolenza, sogni a buon mercato, kitsch di canzoni neomelodiche, vitalità bloccata in un eterno ralenti”, in una tensione sempre pronta ad esplodere.

Sul palco Dario Aita, Emmanuele Aita, Luigi Bignone, Lucio De Francesco, Maximilian Dirr, Flavio Furno, Melania Genna, Elena Gigliotti, Monica Palomby e Daniela Vitale, immersi in un magma di provincie e dialetti, interpretano dieci giovani: nove italiani, che trascorrono la loro esistenza tra soap opera e bar sotto casa, e uno straniero. Che questa volta è un marocchino. Immigrato e omosessuale, che parla “francesismi int’o rione”. Storie di motorini, poste, amori, ragazze madri, legnate, bastonate e sogni, tutto visto attraverso i suoi occhi: occhi sporchi di terra straniera, che hanno paura e fanno paura, “che aspettano ’o sule e trovano ’u sangu”. È sufficiente la sua sola presenza, in questa piccola società chiusa, immobile e annoiata, per scardinarne gli equilibri, svelandone i paradossi e le ipocrisie: lo straniero suscita l’amore di uomini e donne, e nondimeno è fatto oggetto di scherno e violenza, capro espiatorio contro cui sfogare la propria rabbia.

La compagnia, già vincitrice alle selezioni del Napoli Fringe Festival 2013 con “CIAULAtotheMOON”, sceglie la sfida di un lavoro collettivo per portare in scena una pluralità disordinata di voci, attitudini e fisicità eccessive e debordanti che sono lo specchio di spaccati sociali osservati con attenzione. Un lavoro in cui il teatro di parola si intreccia con la danza secondo la partitura fisica di Elena Gigliotti, dando vita ad una sorta di musical in cui le canzoni neomelodiche incontrano i dialetti del Sud che diventano essi stessi melodie, suoni e rumori, oltre il significato delle parole stesse, in un amalgama che punta al coinvolgimento del pubblico fuori e dentro la scena.

Nel pomeriggio (ore 16.30) al Polo Giovani B55 la compagnia condurrà un laboratorio con i partecipanti di “Fabbricateatro”, il corso di teatro curato da La Piccionaia.

I biglietti (intero 13 euro, ridotto 11 euro, diritti di prevendita 1,50 euro) sono in vendita negli uffici del Teatro Astra dal martedì al venerdì con orario 9.30-13 e 15-18. Attiva la promozione per gruppi di min. 10 persone (10 euro) e per gli studenti delle scuole superiori (5,50 euro).

A partire dalle ore 20 è a disposizione del pubblico il parcheggio del Circolo Tennis in Contrà della Piarda (dopo il Teatro sulla sinistra). Data la capienza limitata, si consiglia di arrivare con anticipo. Prima e dopo lo spettacolo sarà attivo il punto di ristoro Equobar, con i suoi prodotti di caffetteria, pasticceria e snack equosolidali, biologici e a km zero.

In allegato, tre foto. Si richiede gentilmente la citazione del nome del fotografo.

Informazioni per il pubblico
Ufficio Teatro Astra
Contrà Barche 55
telefono 0444 323725, mail info@teatroastra.it
www.teatroastra.it

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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