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14/03/2014

Tindaro Granata torna al Teatro Astra sabato 15 marzo

Una storia vera di pedofilia diventa metafora di una società che ha perso la propria innocenza

Rivelazione della scorsa stagione teatrale, premiato nel giro di due anni con una pioggia di riconoscimenti, tra cui da ultimi il Premio Fersen alla regia e il premio Mariangela Melato come miglior Attore Emergente: è Tindaro Granata, che dopo l’applauditissimo “Antropolaroid” torna al Teatro Astra di Vicenza con il suo nuovo lavoro dal titolo “INVIDIATEMI COME IO HO INVIDIATO VOI”. Lo spettacolo andrà in scena sabato 15 marzo (ore 21) per la stagione teatrale “SIAMO UMANI 13-14”, il progetto de La Piccionaia - I Carrara Teatro Stabile di Innovazione per il Comune di Vicenza con il sostegno di Ministero dei Beni Culturali, Regione del Veneto, Provincia di Vicenza, Circuito Teatrale Arteven e Askoll.

Il trentaquattrenne autore, regista ed attore siciliano sarà sul palco insieme ad un cast di rilievo - Mariangela Granelli, Paolo Li Volsi, Bianca Pesce, Francesca Porrini, Giorgia Senesi – a cui si aggiunge la voce fuori campo di Elena Arcuri. Lo spettacolo, che ha debuttato lo scorso giugno al Festival delle Colline Torinesi, si ispira ad una storia vera accaduta qualche anno fa in provincia di Perugia e si muove sul terreno arduo della pedofilia. Una vicenda di per sé terribile e impossibile da “raccontare”: la morte di una bambina dopo una abuso perpetrato dall’amante della madre, seguita dalla condanna dell’uomo all’ergastolo e della donna a 15 anni per favoreggiamento. Un’altra storia che viene dalla terra: questa volta, però, non dalla terra sicula e calda di “Antropolaroid”, ma da una terra cementificata, che produce personaggi che hanno perso la purezza, l’innocenza e infine se stessi. Oltre alla madre e all’amante, il padre, la nonna, la cognata, l’amica e la vicina di casa (la bimba non compare mai in scena) si rimbalzano ciascuno la propria versione della verità, in una sorta di processo in cui tutti sono, insieme, accusatori e accusati. In questo spietato ritratto, l’intento non è tanto individuare il singolo colpevole, quanto piuttosto capire come sia possibile una tale colpa ed esplorare gli abissi dell’anima, l’egoismo, la meschinità che nega una violenza che è sotto gli occhi di tutti. Un lavoro che non risparmia neppure le logiche dell’informazione e della sua spettacolarizzazione, “costruendo – come recita la motivazione del Premio Fersen - una parodia intelligente ed ironica senza perdere sensibilità e capacità di commuovere”.

“È una storia fatta di persone che non amano altro che se stesse – spiega Tindaro Granata -, in una società che ha violentato la sua infanzia, i suoi desideri, i suoi sogni, il suo futuro. Il testo è basato su una storia vera, ma il riferimento che c’è sotto è metaforico: la perdita di un’innocenza stuprata dalla nostra disonestà. Siamo gente sola, lottiamo troppo per noi stessi e troppo poco per gli altri, uccidendo quella cosa che sta tra la valvola tricuspide e la valvola aortica. Stiamo morendo per far vivere i nostri desideri, dimenticando come sia bello vivere per far vivere i desideri degli altri”.
“L’invidia mangia l’anima - aggiunge Carmelo Rifici, direttore artistico della compagnia Proxima Res che ha prodotto lo spettacolo insieme a BiboTeatro. – È un terribile strumento di sostituzione dei desideri, che cancella ogni legame con la sfera affettiva degli individui. Il lusso, questo demoniaco sfoggio di superflua abbondanza, è il vero colpevole della vicenda. Il lusso stupra l’innocenza degli ignoranti, li rende invidiosi, gretti, ciechi e sordidi. Perché l’ignoranza mantiene qualcosa di poetico e di genuino solo quando resta legata al mondo della campagna, ad un mondo regolato dalle leggi della natura. Quando questo mondo si perde e le regole si smarriscono, resta solo una cieca ottusità, capace di generare unicamente violenza. Angela Abbandono, colpevole in quanto invidiosa e invidiata, cede la propria figlia all’amante non per ignoranza, non per cattiveria, ma per smarrimento della propria innocenza, per desiderio di un amore che non è più amore, ma accessorio da sfoggiare, come una giacca di renna”.
Per la durezza dei temi affrontati, lo spettacolo è adatto ad un pubblico di età maggiore di 14 anni.

Tindaro Granata siciliano, nato a Tindari nel 1978. Dopo il diploma di geometra si imbarca per un anno su Nave Spica, pattugliatore d’altura, in qualità di meccanico artigliere. Poi si trasferisce a Roma per fare l’attore e qui lavora in un negozio di scarpe prima e in un ristorante dopo. Privo di formazione accademica, frequenta un corso di recitazione e viene scelto da Massimo Ranieri per lo spettacolo Pulcinella. È il 2002. Da allora ha inizio la sua carriera artistica. Partecipa a numerosi progetti in Italia e all’estero e collabora ripetutamente con Carmelo Rifici. Trova con “Antropolaroid” (Premio della Giuria Popolare al concorso Borsa Teatrale Anna Pancirolli 2010 e Premio della Critica dell’Associazione Nazionale Critici Teatrali nel 2011) la consacrazione tra i giovani talenti della nuova scena italiana per la sua capacità di riscoprire in chiave originalissima il teatro dei racconti e dei proverbi della terra sicula. Nel 2012 vince il Premio Fersen in qualità di “Attore Creativo”. Del 2013 è il suo nuovo testo, ispirato ad un caso di pedofilia: “Invidiatemi come io ho inviato voi”, di cui è autore, oltre che regista e interprete, per il quale riceve il Premio Mariangela Melato come “Miglior Attore Emergente” e il Premio Fersen come “Miglior Regia 2013”. Nel 2013 è in scena con la compagnia Proxima Res in Chi resta regia di Carmelo Rifici. “Invidiatemi come io ho invidato voi” ha debuttato nel 2013 al Festival delle Colline Torinesi.

Al termine dello spettacolo, Tindaro Granata incontrerà il pubblico. Giovedì 13 (ore 16.30) al Polo Giovani B55 condurrà invece un laboratorio con i partecipanti di “Fabbricateatro”, il corso di teatro curato da La Piccionaia.

I biglietti (intero 13 euro, ridotto 11 euro, diritti di prevendita 1,50 euro) sono in vendita negli uffici del Teatro Astra con orario 9.30-13 e 15-18. Il ridotto per gruppi di min. 10 persone costa 10 euro e per gli studenti delle scuole superiori 5,50 euro.

A partire dalle ore 20 è a disposizione del pubblico il parcheggio del Circolo Tennis in Contrà della Piarda (dopo il Teatro sulla sinistra). Data la capienza limitata, si consiglia di arrivare con anticipo. Prima e dopo lo spettacolo sarà attivo il punto di ristoro Equobar, con i suoi prodotti di caffetteria, pasticceria e snack equosolidali, biologici e a km zero.

Informazioni per il pubblico
Ufficio Teatro Astra
Contrà Barche 55
telefono 0444 323725, mail info@teatroastra.it
www.teatroastra.it

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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