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03/03/2014

“Verso Monet”, oltre 14 mila visitatori in soli 9 giorni. Variati: “C'è voglia di Vicenza”

Già 14.225 persone, di cui oltre 3 mila nella sola giornata di ieri, hanno visto la mostra “Verso Monet” aperta lo scorso 22 febbraio in Basilica palladiana. Nonostante, dunque, 211 mila visitatori l'avessero visitata ad appena 40 chilometri di distanza, a Verona, fino allo scorso 9 febbraio, Vicenza, seconda sede della stessa mostra, richiama una media che sfiora le 1.600 persone al giorno. “Ed è la quarta mostra più vista in Italia – ha certificato con soddisfazione, questa mattina a palazzo Trissino, il curatore Marco Goldin -, con provenienze già da ben 83 province italiane, di cui il 52% ha acquistato il biglietto direttamente alla cassa, in Basilica, e il restante 48% si era prenotato”.

Ciò significa che la città di Vicenza esercita una grande attrattività – ha aggiunto Goldin -. Basti pensare che qui, seconda sede, nei primi 9 giorni della mostra 'Verso Monet', i visitatori sono il 60% in più, cioè 14.225 contro 9.511 visitatori registrati nei primi 9 giorni a Verona della mostra dedicata al ritratto, 'Da Raffaello verso Picasso', già esposta a Vicenza nei mesi precedenti”.

I vicentini – ha commentato il sindaco Achille Variati - dimostrano di avere voglia di cultura. E arrivano in gruppi, con tutta la famiglia, portano i bambini, e ci sono le scuole. Ciò che è successo un anno e mezzo fa con 'Raffaello verso Picasso' si sta quindi ripetendo: significa che si sta consolidando la voglia e anche l'orgoglio di entrare in posti belli come la Basilica palladiana, anche se sono anni difficili, anche se c'è da pagare un biglietto di 10-12 euro”.

I dati dimostrano in particolare che c'è voglia di Vicenza – ha aggiunto Variati -: chi ha prenotato qui, poteva andare anche a Verona, ma ha scelto la nostra città, al punto che arrivano addirittura parecchi veronesi, che avevano la stessa mostra in casa fino all'altro giorno. È dunque evidente che Vicenza sta entrando in un circuito turistico importante, nazionale e internazionale. E che i grandi eventi stanno aiutando la città a vincere la scommessa su se stessa: Vicenza come città del Rinascimento, Vicenza come città d'arte. Infine – ha osservato il sindaco – rilevo che la città sta pian piano trasformandosi in città turistica, sviluppando l'accoglienza. Quando dunque dicevamo che che cultura significa crescita, ricchezza, posti di lavoro e fatturato, non erano solo parole, ma anche fatti”.

I dati testimoniano una doppia scommessa vinta – ha dichiarato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci -: quella del curatore Marco Goldin di ottenere grande successo sia a Vicenza che a Verona con due mostre uguali ad appena 40 chilometri di distanza, a dimostrazione dell'efficace lavoro di comunicazione e promozione svolto per creare il desiderio di vedere opere d'arte, e di vederle in determinati contesti. E la scommessa vinta dall'amministrazione Variati, quella precedente in realtà, che ha saputo lavorare sul ripensamento dell'autorappresentazione di che cos'è la città di Vicenza, di qual è la sua identità e l'orizzonte che si dà: malgrado il forte periodo di crisi, nonostante le difficoltà, infatti, il sindaco Variati ha voluto fortemente investire in cultura. Proposito che si è rivelato vincente, perchè effettivamente un'amministrazione può e deve svolgere una funzione di stimolo allo sviluppo e alla crescita. Basti pensare che tutte questi visitatori che vengono a Vicenza sono ambasciatori della nostra città: torneranno a casa e ne parleranno bene. Così come è successo l'anno scorso: una volta chiusa a gennaio la prima grande mostra, nei mesi successivi l'incremento di arrivi negli alberghi della città ha superato i 10 punti percentuali, in controtendenza rispetto alla media nazionale e regionale”.

Infine Goldin ha ricordato che dalla prossima vigilia di Natale, Vicenza avrà, stavolta in esclusiva, cinque mesi abbondanti di mostra, “Van Gogh e Tutankhamen”: sarà dunque il terzo grande evento culturale nella Basilica restaurata, dedicato alla sera e ai notturni dagli Egizi al Novecento, con quattro sezioni, per un totale di 100-105 opere.

 

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