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05/12/2013

"L'aquila e il leone. La battaglia dimenticata - Vicenza 1513", in Biblioteca Bertoliana

Nono incontro del ciclo con Anna Bognolo, venerdì 6 dicembre alle 18.30

Continua in Biblioteca Bertoliana il ciclo di conferenze organizzato con il contributo della Fondazione Cariverona e della Regione Veneto in occasione del 5° centenario della battaglia di Vicenza del 1513.

La penultima conferenza è affidata all'ispanista Anna Bognolo, professoressa dell'Università di Verona, che ci condurrà alla scoperta dei cavalieri di carta e ci accompagnerà nella lettura dei libros de caballerías, gli antichi romanzi cavallereschi spagnoli, i cui eroi furono una sintesi di tutte le virtù: la fedeltà, il coraggio, la forza e la generosità. Il genere letterario ebbe notevole fortuna durante il Cinquecento anche in Italia dove, su iniziativa di editori come Tramezzino e Giglio, e poligrafi della statura di Pietro Lauro e Mambrino Roseo da Fabriano, i libros de caballerias castigliani vennero prima tradotti e poi imitati.

I romanzi cavallereschi spagnoli, come l’Amadis de Gaula e quelli italiani come l'Orlando innamorato di Boiardo e l'Orlando furioso di Ariosto, derivano dall’epica cavalleresca e romanzesca del Medioevo che, divisa in carolingia arturiana e antica, si era trasmessa in mille rivoli e con mille reinterpretazioni lungo i secoli, fino ad arrivare al Rinascimento.

In Italia fin dal XV secolo si erano diffuse prima oralmente e poi a stampa innumerevoli storie divenute famose come “libri di battaglia”: la Trabisonda, la Dama Rovenza, il Buovo d’Antona, la Regina Ancroia, l’Altobello, il Falconetto erano cantari conosciuti e amati dal pubblico delle piazze e dei palazzi, e la nascente industria tipografica ne seppe approfittare.

Nella battaglia di Vicenza, gli uomini che combatterono su fronti contrapposti si sfidarono a morte in uno scontro sanguinoso. Nonostante le loro differenze e al di là degli schieramenti, essi condividevano la stessa etica cavalleresca ed erano lettori degli stessi libri. In quell’epoca di incertezze, dove le frontiere politiche e linguistiche erano labili e mutevoli, la materia e lo spirito dei romanzi cavallereschi rappresentavano un patrimonio condiviso e proiettavano un immaginario comune.

La Biblioteca Bertoliana stessa conserva molte copie di questi romanzi cavallereschi spagnoli e italiani in edizioni del XVI e XVII secolo che, pervenutele attraverso donazioni di famiglie nobili locali, testimoniano l'amore per queste letture, il successo e la diffusione del genere letterario in città.

Partendo da testimonianze che coinvolgono alcuni dei comandanti della battaglia di Vicenza, la professoressa Bognolo accennerà quindi al genere cavalleresco italiano dei romanzi minori, che costituiscono il fondale su cui si stagliano i capolavori di Boiardo e di Ariosto. Si soffermerà poi sui romanzi spagnoli, meno noti in Italia, ad eccezione forse dell’Amadis de Gaula e del Tirante el Blanco.

La conferenza "Cavalieri di carta. I romanzi cavallereschi spagnoli e i libri di battaglia” si terrà venerdì 6 dicembre a Palazzo Cordellina in Contrà Riale 12 alle 18.30.

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