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22/11/2013

"L'aquila e il leone", settimo incontro con Ivano Paccagnella a palazzo Cordellina

Questa sera alle 18.30

Continua in Biblioteca Bertoliana il ciclo di conferenze organizzato, con il contributo della Fondazione Cariverona e della Regione Veneto, in occasione del 5° centenario della battaglia di Vicenza del 1513.
La settima conferenza è affidata al professor Ivano Paccagnella, storico della lingua italiana presso l’Università di Padova, che ci condurrà alla scoperta della letteratura in dialetto rustico pavano, fiorita tra il XIV e il XV secolo.
Si tratta di componimenti più o meno scherzosi in prosa o in verso, di contenuto spesso mordace, nati soprattutto per canzonare i villani, nei quali s'insinua qua e là un moto d'umana simpatia verso quegli sciagurati. Oggetto della conferenza del professor Paccagnella saranno i testi stampati nel principio del Cinquecento mentre infuriava la guerra intorno a Padova, nei quali trovarono espressione i sentimenti del contado in favore della repubblica di San Marco e contro gli stranieri invasori e i nobili ribelli di terraferma. Fu soprattutto Angelo Beolco, detto Ruzzante, che seppe figurare in discorsi, dialoghi e commedie, con obiettività e crudezza, gli orrori della guerra e la condizione dei contadini in fuga dalle scorrerie degli eserciti, dalle spoliazioni e dalla fame. Il degrado sociale dei contadini inurbati, delle loro donne ridotte a oggetto di conquista o a prostitute, divennero in Ruzzante materia poetica.
La conferenza si terrà questa sera a Palazzo Cordellina in Contrà Riale 12 alle ore 18.30

Ivano Paccagnella insegna Storia della lingua italiana all’Università di Padova.
Si è occupato di macaronee padovane prefolenghiane, di plurilinguismo letterario e di dialetti, in particolare il veneto e il bergamasco nel Cinquecento. A più riprese si è occupato di Ruzante e teatro veneto cinquecentesco.
Fra i suoi lavori anche saggi sulla lingua politica (in particolare della Resistenza) e i fumetti (Tex Willer).
Di recente ha pubblicato Tre sonetti fra «Morato» e «Magagnò». Giacomo Morello e Giovan Battista Maganza (Padova, CLEUP, 2011), Vocabolario del pavano (XIV-XVII secolo) (Padova, Esedra, 2012), Tramature. Questioni di lingua nel Rinascimento fra Veneto e Toscana (Padova, CLEUP, 2013).
Nei testi che costituiscono la letteratura pavana, la rotta di Agnadello e l’assedio di Padova del 1509 sono una presenza continua, già in quelle che Lovarini, nella sua raccolta di Antichi testi veneti (1894) aveva etichettato come «Poesie politiche», appunto per l’assedio ad opera delle truppe imperiali e per la sconfitta e l’imprigionamento dei padovani ribelli a Venezia. Ma è soprattutto in Ruzante che la guerra, l’assedio, la fuga dei soldati (le muzarole), l’inurbamento dei contadini in fuga dalle scorrerie degli imperiali, dalle spoliazioni e dalla carestia, la fame, il conseguente degrado sociale, con le donne ridotte a oggetto di conquista o a prostitute, diventano materia poetica.

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