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15/11/2013

“Profili 2013”, mercoledì 20 novembre al Kitchen

Una vita “Indolore”: la violenza domestica secondo l’esiliato César Brie

L’ultima parte della programmazione di Profili 2013 offre una nuova proposta teatrale contro le discriminazioni di genere. “InDolore” è in cartellone mercoledì 20 novembre alle 21al Kitchen Teatro Indipendente di via dell’Edilizia. Il testo e la regia dello spettacolo sono firmati da César Brie, mentre in scena andranno Adalgisa Vavassori e Gabriele Ciavarra, attori della compagnia milanese Campo Teatrale, accompagnati dalle musiche di Pietro Traldi.
L’iniziativa è promossa dall’assessorato alla crescita e dall’Ufficio per le Pari Opportunità del Comune di Vicenza, con il supporto del CeAV Centro Antiviolenza Vicenza e dell’associazione Donna chiama Donna e con il contributo della Regione Veneto. L’organizzazione è curata dagli operatori degli spazi che ospitano la rassegna, Kitchen Teatro Indipendente e Teatro Spazio Bixio, e delle associazioni Theama Teatro e Ossidiana Centro Culturale.
Nato a Buenos Aires nel 1954, César Brie è un autore, regista, attore teatrale e pedagogo di fama internazionale. Un artista apolide, che ha scelto di trascorrere la propria vita in esilio in seguito alle persecuzioni della dittatura militare argentina che negli anni Settanta arrivarono a toccare da vicino anche l’attività della Comuna Baires, sequestrando e torturando un membro del gruppo teatrale cofondato da Brie. La storia si ripete nel 2010, quando il drammaturgo è costretto a lasciare la Bolivia (e il Teatro de Los Andes, compagnia fondata nel 1991) in seguito alle minacce di morte ricevute per aver denunciato il massacro dei campesinos con il documentario “Tahuamanu".
Le esperienze di vita e le numerose collaborazioni artistiche, fra cui quella con l’Odin Teatret di Eugenio Barba in Danimarca, portano César Brie a sviluppare un percorso di ricerca che partendo dai classici arriva a calarsi profondamente nell’attualità. Per il regista argentino “La poesia dell’attore è fatta di spazio, di carne e di presenza”, per un teatro concreto che renda la scena un riflesso della vita reale.
Proprio dalla costruzione dello spazio scenico nasce “InDolore”, spettacolo che rappresenta l’orrore quotidiano della violenza domestica trasformando l’area della performance in una pedana per la boxe. Due sposi entrano a casa dopo le nozze: l’atmosfera è da fiaba, la giovane donna con l’anello al dito attraversa la porta fra le braccia del marito. Mentre i protagonisti scartano regali e oggetti d’arredamento, iniziano a chiedersi come sarà la loro vita insieme.
La casa che vanno a costruire è un ring di pugilato, fisicamente riprodotto sul palco del Kitchen. Uno spazio chiuso in cui si alternano i combattimenti e le tregue di un amore che il tempo, l’abitudine e l’incapacità di comunicare faranno diventare un luogo di violenza. Quella violenza domestica che è un fenomeno trasversale, tanto diffuso quanto poco denunciato e per il quale le vittime soffrono di uno stato di impotenza estrema. Non c’è ragione che spieghi le dinamiche di sottomissione fisica a cui è costretta la donna nell’ambiente domestico. In molti casi l’intimità sessuale fa attraversare una soglia, al di là della quale il partner è vissuto come proprietà, come oggetto su cui scaricare le proprie frustrazioni, rivelando un’oscena richiesta di aiuto. La donna e i figli sono vittime dell’uomo, che a sua volta è vittima di sé stesso. L’esperienza sul campo ci dice che in molti matrimoni uomini di 80 o più chili picchiano donne di 50 o bambini di 20 che non hanno alcuna possibilità di difendersi. Il ring e i regolamenti del pugilato consentono al testo di Brie due metafore: non è lecito colpirsi se il peso di uno supera di sei chili il peso dell’altro, e il quadrilatero è un luogo chiuso dal quale non si esce se non sconfitti psicologicamente, feriti, o morti. Nello spettacolo la violenza non è mai rappresentata in modo esplicito. Il testo, la regia e le interpretazioni costruiscono immagini e allegorie dei modi in cui la violenza si esercita fra le pareti di casa. Come sottolinea l’autore “Questo lavoro parla della violenza domestica che attraversa tutte le classi sociali. La percentuale di persone, soprattutto donne e bambini, maltrattate nelle proprie case è altissima. Una donna su tre è stata vittima di violenza tra le mura domestiche. Nella maggior parte dei casi le vittime sono indifese, non tanto per assenza di legislazione ma per la debolezza psicologica in cui si trovano. Purtroppo denunciare un sopruso significa spesso esporsi al ripudio della famiglia del coniuge, della propria e dei vicini”.
Per prenotare i biglietti (intero 10 euro; ridotto 8) è possibile scrivere a info@progettoprofili.it o chiamare il 335 5625286.

Il programma di Profili 2013

sabato 16 novembre ore 21.00
Teatro Spazio Bixio - ingresso 10 euro
Compagnia Theama Teatro
Non ho peccato abbastanza”

mercoledì 20 novembre ore 21.00
Kitchen Teatro Indipendente - ingresso 10 euro
Compagnia Campo Teatrale - Testo e regia di Cèsar Brie
Indolore”

sabato 23 novembre ore 21.00
Teatro Spazio Bixio - ingresso 10 euro
Filippo Carrozzo - Musiche di Schegge di Legno
Caro Walt Disney”

Informazioni e contatti:
www.progettoprofili.itinfo@progettoprofili.it

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