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08/11/2013

Bomba da 1800 chili di esplosivo al parco della Pace, 46 mila sfollati per disinnescarla

Una bomba del peso di 4 mila libbre pari a 1800 chilogrammi di esplosivo, dotata di tre spolette di cui due armate, è stata rinvenuta durante i lavori di bonifica bellica dell'ex aeroporto Dal Molin, destinato a diventare il grande parco della pace di Vicenza. Si tratta probabilmente della grande bomba inglese sganciata durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale e mai esplosa che ancora mancava all'appello dopo quella rinvenuta al cimitero maggiore nel 2001.
Per ragioni di sicurezza legate alla presenza nell'ex aeroporto di molte altre bombe di dimensioni minori, la maxi bomba sarà disinnescata soltanto quando tutti gli altri ordigni saranno stati individuati e fatti brillare. In occasione del disinnesco sarà necessario evacuare gli abitanti per un raggio che al momento è stato ipotizzato dagli esperti militari di 3 chilometri.
Il maxi ordigno è stato trovato a tre metri e mezzo di profondità all'interno di un'area che rappresenta il 50 % dell'intero futuro parco dove sono già stati rinvenuti 122 ordigni di varie dimensioni, molti dei quali di fabbricazione italiana, posizionati a formare un campo minato pronto a saltare in caso di attacco dell'aeroporto. Tra questi ci sono anche bombe a frammentazione che non possono essere trasportate perché molto pericolose. Per questo motivo, prima di procedere al disinnesco della maxi bomba, è necessario neutralizzarle, così come bisogna completare la bonifica superficiale e profonda, cioè fino a 5 metri, del resto del parco, per scongiurare qualsiasi rischio di esplosione a catena.
Oltre agli edifici, tra cui alcuni molti di interesse storico artistico, nel raggio fissato dagli artificieri dovranno essere sgomberate tutte le strade, pari a circa 180 chilometri, interrotte le tre linee ferroviarie Milano – Venezia, Vicenza – Treviso e Vicenza Schio, sospesa la distribuzione di corrente elettrica e gas.
Se a Vicenza la popolazione coinvolta sarà pari a circa 38 mila persone, a Caldogno dovranno sfollare circa 6000 abitanti della zona da Lobbia e Cresole, a Costabissara circa 1500 delle zone Fornaci, Crispi, artigianale e industriale di Motta, a Monticello Conte Otto, in un'area dove peraltro ha sede una stazione di filtraggio dell'acquedotto di Padova, 500 persone; poche decine, infine, le abitazioni coinvolte nel Comune di Dueville.
In occasione dell'evacuazione dell'aprile del 2001 erano state sfollate 77 mila persone. In quell'occasione il Comune di Vicenza aveva anticipato 1 miliardo e 400 milioni di lire.

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