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22/02/2013

Ettore Gallo, a lui e' intitolata la nuova bretella che congiunge via Stadio a Borgo Berga

Una nuova via cittadina è stata intitolata oggi a Ettore Gallo (Napoli, 3 gennaio 1914 – Roma, 29 giugno 2001), presidente emerito della Corte Costituzionale. La cerimonia si è tenuta nella nuova via, ovvero la bretella che congiunge via dello Stadio con Borgo Berga e che corre parallela alla linea ferroviaria, passando davanti al nuovo Palazzo di Giustizia. La palina con l'intitolazione della strada è stata scoperta dalle tre figlie presenti (cinque in tutti i figli di Gallo), alla presenza del sindaco Achille Variati, del presidente e del vicepresidente dell'Istrevi (Istituto storico della Resistenza di Vicenza), Giuseppe Pupillo e Giorgio Sala, del presidente del tribunale Oreste Carbone, del procuratore della Repubblica Antonino Cappelleri, del presidente dell'ordine degli avvocati di Vicenza Fabio Mantovani, delle rappresentanze delle associazioni combattentistiche e delle forze armate, e di una classe del liceo scientifico Quadri.


Rimasto orfano di entrambi i genitori (il padre era morto sul Pasubio durante la prima guerra mondiale), Ettore Gallo risiedette fin da bambino a casa di uno zio nel Veneto, a Villafranca di Verona, dove frequentò le elementari ed il ginnasio per poi completare le medie superiori al collegio napoletano della Nunziatella. Si laureò in giurisprudenza a Modena e in scienze politiche all'istituto Alfieri di Firenze, lauree conseguite col massimo del voti e la lode. È stato magistrato dal giugno del 1936 (dapprima pretore a Lonigo) al giugno 1946, quando si dimise per dedicarsi all'avvocatura e riprendere gli studi scientifici che aveva interrotto per partecipare alla seconda guerra mondiale e alla Resistenza.

Dopo aver combattuto in Africa settentrionale quale ufficiale nel 72° Reggimento carristi, fu infatti uno degli animatori della Resistenza vicentina. Fu tra i fondatori nel primo autunno del '43 del CLN vicentino e poi uno dei suoi maggiori dirigenti, in rappresentanza del Partito d'azione (con il nome di battaglia di "Maestro"). Nel dicembre 1944 venne catturato dai nazi-fascisti, tenuto prigioniero a Palazzo Giusti a Padova, torturato dagli aguzzini della famigerata banda del maggiore Carità e condannato alla fucilazione dal tribunale militare di Piove di Sacco. L'insurrezione di Padova e l'arrivo degli alleati gli salvarono la vita. Finita la guerra, si dimise dalla magistratura e aprì uno studio di avvocato a Vicenza.

Professore ordinario di diritto penale, studioso attento e appassionato, autore di numerose pubblicazioni, fu giudice costituzionale per sei mesi nel 1982 e presidente della Corte Costituzionale dal 4 febbraio al 14 luglio 1991. Dopo la scadenza del mandato diventò presidente del Consiglio nazionale degli utenti.

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