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14/12/2012

La Chiesa di Santa Corona riapre completamente dopo il restauro

Conclusa anche la navata destra dove sono stati ricollocati i dipinti

E' completamente concluso il restauro della Chiesa di Santa Corona, durato tre anni e reso possibile grazie al contributo della Fondazione Cariverona.
Dopo la riapertura della navata centrale e laterale, con la ricollocazione delle opere d'arte conservate al Museo diocesano durante il restauro, del transetto e dell'altare maggiore, accessibili al pubblico dal 12 ottobre, ora il Tempio di Santa Corona si può ammirare nella sua integrità grazie alla conclusione dei lavori nella navata di destra, nella cripta (dove si possono consultare i pannelli che illustrano il restauro), nella cappella Valmarana, nella sala del capitolo e nella sacrestia vecchia.

La chiesa dall'architettura romano-gotica fondata nel 1260 da Bartolomeo da Breganze, vescovo di Vicenza, sede del tribunale dell'inquisizione dal 1303 e officiata dai domenicani fino all'epoca napoleonica quando diventò proprietà del Comune, accoglie ora tutti i capolavori trasferiti temporaneamente presso il Museo Diocesano nell’aprile del 2009, operazione necessaria per consentire l’impegnativo intervento di restauro dell’edificio sacro durato tre anni.
Il progetto di restauro, curato dal settore lavori pubblici e grandi opere del Comune, è stato prodotto dallo studio Modena, mentre la direzione lavori è stata seguita da Aim. L' intervento è costato complessivamente 8 milioni di euro di cui 6 milioni finanziati dalla Fondazione Cariverona e i restanti 2 milioni coperti con mutui a carico del Comune.


Il restauro
Si è concluso nel 2012 il restauro della chiesa di Santa Corona iniziata nel 2009 ad opera del Comune di Vicenza, con la supervisione delle competenti Soprintendenze e grazie al generoso impegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona.
Il restauro ha interessato il consolidamento strutturale, con particolare attenzione al miglioramento del comportamento antisismico, e la riqualificazione degli spazi esterni e di quelli interni: la revisione della copertura che si trovava in condizioni molto precarie, la riqualificazione del campanile, il rifacimento del sistema di smaltimento delle acque meteoriche per arrestare le infiltrazioni che minacciavano la conservazione della struttura. Altri interventi hanno interessato gli apparati decorativi interni ed esterni, gli elementi lapidei, altari e gruppi scultorei, il coro ligneo, i dipinti murali, il paramento murario esterno in mattoni e le vetrate. L’operazione di pulitura delle superfici interne ha portato allo scoperta di decorazioni policrome prima nascoste.
Per l’illuminazione sono stati installati impianti a led di ultima generazione e per il riscaldamento degli spazi della cripta, della sala del Capitolo e della sacrestia sono stati utilizzati pannelli radianti a pavimento.
Grazie al restauro la Chiesa di Santa Corona è diventata uno spazio adatto anche ad ospitare più adeguatamente concerti ed altri eventi culturali.

I capolavori
Dal 12 ottobre la chiesa è tornata ad essere visitabile a tre anni dall'inizio del restauro, riaperta parzialmente, limitatamente alla navata centrale, sinistra, al transetto e all'altare maggiore. E' stata di nuovo esposta nella sua sede originaria, l'altare Garzadori, la pala di Giovanni Bellini raffigurante il “Battesimo di Cristo”, celebre capolavoro. L'opera, realizzata tra il 1500 e il 1502 per Giovan Battista Garzadori, facoltoso e pio nobiluomo vicentino, ambienta la scena sacra nella magia arcana di un paesaggio collinare al cui centro Cristo si propone come un ritratto del divino. L’opera pittorica più celebre in città era stata concessa in prestito alle Scuderie del Quirinale in occasione della mostra interamente dedicata al pittore veneziano che si è tenuta tra il 2008 e il 2009.
Insieme a questa pala sono state ricollocate tutte le opere della navata sinistra e del transetto, testimonianze dei grandi maestri della pittura e scultura venete dal XIV al XVIII secolo (solo la “Madonna delle stelle” è attualmente a Palazzo Chiericati perchè fa parte del percorso espositivo della mostra “Cinque secoli di volti”).
Per alcune di esse la permanenza al Museo Diocesano ha fruttato un intervento di restauro: è questo il caso del Crocifisso ligneo del XIII secolo, recuperato con un contributo della Regione Veneto, e della pala di Bartolomeo Montagna “S. Maria Maddalena tra i SS. Girolamo e Paola, Monica e Agostino”, intervento finanziato dalla Fondazione Monte di Pietà.
Quest'ultima, accedendo dall'ingresso principale, è collocata nel primo altare lungo la navata sinistra, l’altare Porto-Pagello. Procedendo si incontra il secondo altare, quello della Misericordia attualmente vuoto e in attesa di accogliere la “Madonna delle Stelle” di Lorenzo Veneziano e Marcello Fogolino, quest'ultima esposta temporaneamente a palazzo Chiericati all'interno della mostra “Cinque secoli di volti”.
Nella cappella Thiene, nel braccio destro del transetto, è custodita la “Madonna col Bambino e i SS. Pietro, Paolo e Pio V”, opera giovanile di Giovan Battista Pittoni (1723).
Nell’area del presbiterio, infine, si possono ammirare il ricchissimo altare realizzato con commesso di pietre dure della bottega fiorentina dei Corberelli (seconda metà del Seicento) e gli stalli lignei con splendide prospettive ad intarsio nei dossali del coro, opera della fine del ‘400 del modenese Pier Antonio dell’Abate. Entrambe le opere sono state restaurate in questi tre anni di cantiere.
Da oggi si possono ammirare anche le opere ricollocate nella navata di destra. Tra queste “L'adorazione dei Magi” di Paolo Veronese, restaurata dalla Soprintendenza per i beni beni storici, artistici ed etnoantropologici nella sede di Verona, che risale al XVI secolo, esposta nella cappella S. Giuseppe, e “La Vergine da S. Vincenzo Ferreri” di Antonio De Pieri del XV secolo nella Cappella Barbarano.
Per aiutare i visitatori ad orientarsi lungo il percorso, all’ingresso del tempio sarà in distribuzione un depliant che segnala la collocazione delle opere pittoriche e fornisce informazioni storiche sull'edificio e notizie sul restauro.
Il Tempio di Santa Corona e la sua preziosa collezione di opere si possono visitare dal martedì alla domenica (chiuso il lunedì), dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Ingresso libero.

Per informazioni: Musei civici Vicenza, 0444222811, museocivico@comune.vicenza.it, www.museicivicivicenza.it

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