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20/04/2012

"Perche' i classici devono a parlare?", oggi pomeriggio una tavola rotonda nell'ambito del progetto "Classici contro"

Oggi pomeriggio, alle 17 all’Odeo del Teatro Olimpico di Vicenza (con il 'tutto esaurito'), classicisti e non classicisti, dell'Università e dei Licei, si incontreranno e discuteranno davanti all'ampio pubblico sulla questione che sta all’origine dei Classici contro, ossia se, perché e come i Classici debbano parlare ai nostri giorni.

Oltre agli ideatori dei Classici contro Alberto Camerotto e Filippomaria Pontani di Ca' Foscari, interverranno nella tavola rotonda Anna Beltrametti, docente di Drammaturgia Classica e direttore del Centro di Studi sul Teatro classico dell'Università di Pavia, Maurizio Bettini, filologo e direttore del Centro di Studi Antropologia e Mondo Antico dell'Università di Siena, scrittore e opinionista per La Repubblica, Luciano Chiodi, docente del Liceo Classico Pigafetta di Vicenza, Davide Susanetti, filologo e grecista dell'Università di Padova. Sarà un dibattito aperto a tutti, agli studiosi, ai cittadini, ai giovani, una boule per pensare e decidere. Si potrà intervenire con domande e opinioni. Perché far parlare i classici? Certo sono parte costitutiva del nostro mondo, che lo si voglia o no: per questo hanno molto da dirci e di regola abbiamo fiducia nella loro voce. Sono però soprattutto altro da noi. È bene sottolinearlo. Il mondo antico è fatto di società diverse dalle nostre, per lo status degli individui e per le regole delle collettività. Sappiamo bene che quando abbiamo tentato di paragonarci agli antichi li abbiamo trasformati e manipolati secondo la nostra prospettiva e soprattutto secondo i nostri fini, con strumentalizzazioni problematiche, e spesso anche disastrose. Ma se riconosciamo che i classici sono qualcosa di diverso dal nostro hic et nunc e sappiamo ascoltarli nella problematicità della loro voce, proprio in questo stanno le loro potenzialità. È lo sguardo da lontano che sa vedere in modo straniante quelle cose che la consuetudine ci abitua a non comprendere più. È come avere la fortuna di comunicare con il sistema solare di Kepler-11 – di cui abbiamo avuto da poco notizia da parte degli astrofisici – a 2000 anni luce di distanza nel tempo e nello spazio: solo che le risposte arrivano subito senza attendere altre migliaia di anni tra andata e ritorno.

È come se gli antichi ci guardassero e ci inviassero le loro osservazioni su ciò che stiamo facendo per metterci in discussione. Perché in effetti il problema siamo noi, che dobbiamo fare i conti con quello che siamo. Oltre a fare gli antichisti, con tutti i dubbi che ci possiamo porre pure su questo, più in generale siamo anche degli individui in un mondo che oggi chiamiamo globale, soggetto a trasformazioni sempre più rapide e complesse, delle quali non riusciamo a comprendere fino in fondo le direzioni. Siamo cittadini di una delle democrazie moderne, che giorno dopo giorno rivelano aspetti problematici non meno del laboratorio democratico dell’Atene classica (una volta rimossi i miracoli e le idealizzazioni). Da queste relazioni e dalle tensioni implicite nasce la domanda e anche un tentativo di risposta insieme al progetto dei Classici contro.

Salvatore Settis, che ha sostenuto con passione il progetto e che per i Classici contro ha parlato del bene comune (con la sua consueta parrhesia), è intervenuto più volte su questo tema che ci sta a cuore e in particolare su questa domanda, per porci il problema dell’impegno civile di chi si dedica alla ricerca.

Le parole valgono per tutti e valgono bene per i nostri Classici contro, una cosa appare ben evidente: quello che ci sembra un diritto è piuttosto un dovere.
I Classici devono parlare, è il loro compito, e i classicisti semplicemente prestano loro la voce.

Il progetto Classici contro è dell'Università Ca' Foscari, a cura di Alberto Camerotto e Filippomaria Pontani, in collaborazione con l’Associazione Italiana di Cultura Classica di Venezia, il Centro di studi "Antropologia e Mondo Antico" dell’Università di Siena, l’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza e il liceo classico Antonio Pigafetta di Vicenza.

Informazioni: http://lettere2.unive.it/flgreca/aicc.htm, alcam@unive.it – f.pontani@unive.it

ForumClassiciContro: http://lettere2.unive.it/flgreca/ForumClassiciContro.htm

 

 

 

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