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15/07/2011

Carcere di San Pio X, il Comune approva una serie di iniziative per il miglioramento delle condizioni di vita e per poter garantire un futuro ai detenuti

Attenzione nei confronti dei detenuti nel carcere di San Pio X e delle loro famiglie per migliorare le condizioni di vita all’interno della struttura e per poter garantire un futuro dopo aver scontato la pena. Questi gli obiettivi dell’amministrazione comunale che saranno realizzati attraverso il “Piano della città per le persone in esecuzione penale 2011/2013” elaborato dalla consulta per le problematiche carcerarie.

La consulta, istituita dal Comune nel 1999 con funzioni propositive nell’ambito degli interventi relativi ai bisogni derivanti dalla detenzione per la prima volta con questo documento propone un progetto di ampio respiro con valenza triennale che rispetti la vision dell’amministrazione su temi come la privazione della libertà personale.

Inoltre, a seguito di un avviso emesso per la ricerca di un garante dei detenuti, sono pervenute cinque candidature, quattro delle quali ritenute idonee, che saranno trasmesse al consiglio per l’elezione definitiva.

I candidati ritenuti idonei che saranno valutati dal consiglio comunale sono: Beatrice Conti, Rosaria Bonuso, Federica Berti, Zeila Biondi.

Tra gli altri obiettivi contenuti del piano  c’è l’intenzione di potenziare lo sportello informativo utile sia per le consulenze individuali che di gruppo su problematiche sociali ed abitative specifiche con l’apertura anche ad altri settori comunali, per esempio ai servizi sociali e allo sviluppo economico. In questo modo si potrà creare un servizio di consulenza completo che aiuti il detenuto a rafforzare il suo ruolo all’interno della comunità familiare e sociale con l’individuazione di percorsi di sviluppo futuro. Verrà data attenzione anche ai familiari dei carcerati con i quali verrà creato un gruppo perché il carcere possa essere visto non solo come luogo di pena ma anche di riscatto. Inoltre si cercherà di sviluppare iniziative culturali all’interno del carcere che deve essere visto anche come luogo di crescita personale, con lo sviluppo dei prestiti librari, già possibili grazie alla Biblioteca Bertoliana, e con la presenza di scrittori, poeti, musicisti, cantanti.

Fondamentale sarà poi il sostegno per riuscire a costruirsi una vita dopo la scarcerazione. E questo sarà possibile già durante la detenzione con inserimenti lavorativi in aziende o cooperative sia con la creazione di botteghe artigiane interamente gestite da ex detenuti. Gli obiettivi contenuti nel piano, realizzato per la prima volta, prevedono lo stanziamento di un budget di 12-13.000 euro, oltre al quale si ricercheranno altri finanziamenti. Sarà indubbiamente indispensabile per riuscire a sviluppare tutti gli intenti, la costituzione di una rete tra enti e organizzazioni del territorio.

 

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