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27/05/2011

Vicenza Jazz 2011 tira le somme, bilanci e numeri di un festival importante. Ora si pensa gia' alla "Fiera dell'Est"

Chiusosi con il concerto-epilogo di Joshua Redman ai Chiostri di S. Corona, dopo qualche giorno di decantazione e prima di esser posto in archivio, “New Conversations - Vicenza Jazz 2011” tira i primi bilanci per poter guardare avanti e proiettarsi al 2012.
E non vi è dubbio che la XVI edizione del festival vicentino, nata fra le difficoltà economiche della congiuntura finanziaria nazionale ma risoltasi organizzativamente in una sorta di coproduzione fra assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, Gruppo Aim e Trivellato Mercedes Benz in collaborazione con il Panic JazzClub, è ora da ricordarsi come una fra le più riuscite dell’oramai lunga storia del jazz a Vicenza.
Numeri alti davvero hanno infatti segnato l’andamento della manifestazione, in un periodo che, in ambito nazionale, lo spettacolo dal vivo è al contrario spesso caratterizzato dalle lamentele degli organizzatori, abbandonati dal pubblico oltre che dalle sovvenzioni pubbliche e private.
Ripartendo dai primi di maggio, dopo il concerto-prologo di Capossela (con sostanziale pienone al Comunale), si sono avuti: 8 concerti a pagamento, fra Teatro Olimpico e Teatro Comunale, con oltre 3.000 presenze per un incasso lordo di oltre 50.000 euro; 10 concerti a pagamento al Panic Jazz Café Trivellato, ai Chiostri di S. Corona, con circa 4.000 presenze, per un incasso di oltre 20.000 euro; un concerto gratuito in Piazza dei Signori (Roy Paci, il 7 maggio), per circa 5.000 presenze; una domenica (8 maggio) piena di eventi in centro storico, seguiti da migliaia di persone; 7 eventi a ingresso gratuito in varie sedi storiche della città fra chiese e palazzi (con pienoni alla Chiesa di S. Giuliano e in tutti i pomeriggi alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari); 60 concertini nei bar e nei locali della città, tutti affollati da migliaia di persone.
Nella prima metà di maggio, la città ha ospitato moltissimi turisti, il sito del festival è stato visitato da circa 1.200 utenti giornalieri e di Vicenza e Vicenza Jazz hanno detto e scritto moltissime testate. Fra le tante: mensili come Musica Jazz, Jazzit, Il Giornale della Musica, XL (La Repubblica), Buscadero, Classic Voice, In Sound, Playboy, Campus, Gentleman, Bell’Italia, Caravan e Camper, Jam, Music Club; settimanali nazionali come Il Venerdì di Repubblica, Io Donna (Corriere Della Sera), Alias (Il Manifesto), Il Sole 24 Ore – Nordest, L’Espresso, Panorama, Oggi, Famiglia Cristiana, Intimità, Left/Avvenimenti, Vero, Vip; tutti i quotidiani veneti e molti quotidiani nazionali; tutte le testate di Radio Rai (1, 2 e 3), molte radio regionali e nazionali e più volte il TG 3 sia regionale che nazionale.
Musica di qualità e senza confini, suonata, ascoltata, vista, letta, vissuta che, nello spirito del jazz, è uscita dai luoghi deputati per incontrare la gente ovunque. Ne è stato un esempio concreto il Jazz Café Trivellato creato con il Panic JazzClub ai Chiostri del Museo di Santa Corona.

Anche se, quando un’edizione va così bene, migliorare è davvero difficile. Quest’anno il festival ci ha portato principalmente a New York, motivo conduttore di tanti incontri musicali e di contaminazioni care allo spirito del jazz. Ma già Vicenza Jazz guarda alla XVII edizione quando, nel maggio 2012, partiremo alla volta della Fiera dell’Est.  

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