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14/04/2011

Un percorso naturalistico risorgimentale ai piedi dei Colli Berici grazie all’iniziativa degli alpini di Campedello in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia

Passeggiare alle pendici dei Colli Berici alla scoperta degli eventi storici vicentini dal 1848 al 1945, dei luoghi vissuti dal Fogazzaro, dell’ambiente floreale e della religiosità popolare del luogo. È quanto offre il sentiero lungo poco più di 7 chilometri che da Campedello sale verso Monte Berico per scendere poi in Riviera Berica. Il percorso, inaugurato domenica scorsa, è stato realizzato in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia con il contributo di:  gruppo Alpini di Campedello (promotori),  Cassa rurale ed artigiana di Brendola (sponsor principale), e  “Flying design” e “Adesso Web!” (sponsor tecnici). L’amministrazione comunale  ha appoggiato l’iniziativa, approvando a gennaio il progetto presentato dagli alpini e sostenendolo con un finanziamento di 3 mila euro. Hanno inoltre contribuito all’iniziativa Aim Valore Città, il gruppo Fidas donatori sangue di Campedello, il Museo del Risorgimento di Vicenza, e il comitato “Vicenza-Italia 150°” coordinato dal consigliere comunale delegato ai festeggiamenti per l’anniversario dell’Unità d’Italia, Marco Appoggi.

Il percorso, che attraversa anche proprietà private, parte da Porta Monte (piazzale Fraccon) e utilizza la pista ciclopedonale Casarotto fino alla località Gallo, per proseguire poi lungo via della Rotonda. Da lì prosegue costeggiando l’oasi didattica della Valletta del Silenzio di proprietà del Comune di Vicenza, che si estende su un’area di 33.400 metri quadrati. Proseguendo per via Pergoletta, oltrepassata la roggia Ariello, il sentiero gira in una stradina privata per salire verso alcune aziende agricole e il colle di Monte Bella Guardia, dove si svolsero i fatti cruciali della battaglia del X giugno 1848. Seguendo la dorsale berica, il percorso scende verso il santuario di Monte Berico per poi salire verso Villa Guiccioli, passando così davanti al cenotafio eretto in ricordo dei caduti austriaci del X Cacciatori da campagna. Raggiunto il santuario il percorso scende verso la città passando per le 150 arcate dei portici del Muttoni e arrivando alla spianata del Cristo. Da lì il cerchio si chiude ritornando verso villa La Rotonda.

Grazie al finanziamento della Cassa rurale, gli alpini hanno potuto corredare il percorso di dieci bacheche che illustrano in sette tappe la storia del luogo, specie dal punto di vista risorgimentale, ma anche i suoi aspetti naturalistici, religiosi e architettonici. Fatti storici importanti, del resto, hanno coinvolto fortemente le varie località attraversate dal percorso, sia nel periodo risorgimentale, sia nei due conflitti mondiali, al punto che gli eventi del 1848 e della seconda guerra mondiale hanno attribuito al Comune di Vicenza due medaglie d’oro al valor militare. 

Le bacheche inoltre sono dotate del codice QR (“Quick response”, risposta rapida) che, attraverso codici a barre bidimensionali leggibili dai telefoni cellulari, possono fornire ai passanti ulteriori informazioni in italiano, inglese e tedesco.

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